giuliano taccolaUliveto è un paese dove lo sport è sempre stato praticato. La sua società sportiva, l’“Urbino Taccola” è carica di storia e di gloria. Fondata nel 1919, fu iscritta alla FIGC nel 1927. Non a caso intitolata ad un Taccola, Urbino, un maratoneta ulivetese che inanellò l’incredibile cifra di 107 vittorie e deceduto a San Paolo del Brasile nel 1911. Il suo primo campo di calcio, appena sotto al muro che costeggia la Vicarese, di fronte alla chiesa, è stato dedicato a Mauro Taccola, calciatore prematuramente scomparso nel 1950, centrocampista del Viareggio prima e del Pisa e del Modena poi. Ma il personaggio più famoso è certamente stato Giuliano Taccola, indimenticato attaccante del Genoa e della Roma, nato a Uliveto nel 1943 e morto, in circostanze mai ben chiarite, a Cagliari dove aveva seguito la squadra capitolina pur non giocando per i postumi di una strana febbriciattola che lo affliggeva da qualche settimana. Molti interrogativi sono stati sollevati sulla sua morte, frettolosamente archiviata come arresto cardiaco. Fu trasportato a Uliveto, dove un paese di gente, per motivi storici e caratteriali, notoriamente dura, accolse impietrita il corpo del suo campione. Chi era presente, quel giorno del 1969, ricorderà sempre la morsa di un dolore composto e gelido che avvolse tutti, dai più giovani ai più anziani, gli ulivetesi che accoglievano per il riposo eterno quel loro ragazzo che tutti conoscevano e ammiravano.
Ma non solo il calcio vive nelle passioni ulivetesi. Il ciclismo è seguito e praticato, oggi come nel passato, ed è ancora capacissimo di suscitare entusiasmi viscerali nei giovani moderni come negli storici tifosi di Bartali e Coppi. Moltissimi sono gli appassionati delle due ruote così come moltissimi sono i podisti. La Podistica Ulivetese è una compagine sportiva che fa ben parlare di sé e composta da persone che all’amore per il dilettantismo sportivo più ammirevole e proverbiale uniscono non di rado l’impegno nel sociale. La Podistica Ulivetese organizza tutti gli anni in Settembre una corsa, “Da qui a Lassù”, che tradizionalmente vede una grandissima partecipazione di podisti da tutta la Regione e non solo.
Altra realtà sportiva moderna, nel senso che è stata fondata nel 1984, è quella della Palestra Virtus, un polo di attrazione per chi voglia fare dello sport al coperto, ginnastica correttiva, dimagrimento, cultura fisica. Dagli inizi degli anni 2000 la Virtus, vecchio nome della società sportiva parrocchiale, è compresa nella S.P.E.S. (Solidali Per l’Età della Saggezza), una organizzazione volontaristica che si occupa di assistenza ai disabili ed è essa stessa un centro di aggregazione sociale.
Da ultimo, ma non per ultimo, corre l’obbligo di ricordare un altro amore sportivo classicamente ulivetese: il canottaggio. Le sfide remiere fra ulivetesi e canottieri dei paesi vicini, specialmente di Calcinaia, riempivano le rive dell’Arno di una folla calorosa e vociante. Il declino dell’attività dei navicellai ha portato con sé il declino della passione per le regate. Fin agli anni ’50 si sono svolte le regate a tre barche, in occasione della festa patronale, ma poi anch’esse, stante anche la degradazione delle condizioni idrauliche e igieniche dell’Arno, sono state abbandonate. Molti degli ulivetesi più anziani ricordano con nostalgia i tempi delle regate, lo spirito campanilistico che portava a confronti non sempre solo a parole. Ma ciononostante la riscoperta dello sport remiero, anche se le condizioni del fiume sembrerebbero oggi permetterlo, sembra ancora irta di difficoltà.
Uliveto dunque si caratterizza come un paese dove si parla, si osserva, ma anche e soprattutto, si pratica di persona, lo sport, che qui è inteso quale autentica tradizione paesana.